giovedì 15 giugno 2023

Per chi non avesse potuto partecipare all'incontro, può vedere i video qui







 

giovedì 25 maggio 2023

Un nuovo appuntamento da non perdere


 IL GRUPPO BETHEL VI INVITA A PARTECIPARE A QUESTO INCONTRO: 

IL 9 GIUGNO PRESSO IL SEMINARIO DI CHIAVARI. 

NON PERDETELO!

venerdì 5 maggio 2023

mercoledì 15 febbraio 2023




In collaborazione con il Servizio per la Pastorale della famiglia, il Gruppo Bethel vi invita a partecipare a questi eventi.

Non mancate!

mercoledì 21 dicembre 2022




 SIAMO NATI PER ASCOLTARE LE PERSONE LGBTQ+ 
CHE SENTONO IL DESIDERIO DI PORTARE AVANTI UN CAMMINO DI FEDE

IL GRUPPO BETHEL OFFRE DAL 2009 UNO SPAZIO DI ASCOLTO E DI ACCOGLIENZA


IL SERVIZIO E' TOTALMENTE GRATUITO

TELEFONATE O SCRIVETE PER PRENDERE UN APPUNTAMENTO CON LE PERSONE DI RIFERIMENTO O SACERDOTI DI FIDUCIA

gruppobethel@gmail.com
                                      
telefono 339/4358874



 IL GRUPPO BETHEL E' LIETO DI COLLABORARE CON LA PARROCCHIA DEI SS. GERVASIO E PROTASIO DI RAPALLO.


CHI AVESSE BISOGNO DI REPERIRE I CONTATTI PUO' TELEFONARE AL NUMERO:

0185/52375 

O SCRIVERE ALL'INDIRIZZO EMAIL    

rm-7@libero.it

mercoledì 26 ottobre 2022

Riprendiamo gli incontri del Gruppo Bethel in presenza

 A partire da Novembre 2022 riprenderanno  gli incontri di preghiera in presenza, presso la Chiesa delle Vigne di Genova. Verranno  riattivati anche il servizio di primo ascolto per persone LGBT+ e gli incontri di gruppo.


Per informazioni potete scrivere agli indirizzi email

gruppobethel@gmail.com o a ridolfi-laura@libero.it 


Per comunicare verbalmente telefonare al numero

 339/4358874

mercoledì 18 maggio 2022

Veglia per un mondo senza omobitransfobia


 



Veglia di preghiera per il superamento dell'omofobia, della transfobia e dell'intolleranza, promossa ogni anno in tutte le Diocesi italiane. Intervengono: don Stefano Curotto, il rabbino Fabrizio Cipriani, il pastore battista Lino Gabbiano, il pastore valdese William Jordan. A cura del Gruppo Bethel LGBT credenti di Genova.

martedì 18 maggio 2021

Abbiamo chiesto a Giona, un ragazzo trans, omosessuale e disabile, perchè ritiene importante partecipare alle veglie e ai culti domenicali per il superamento dell'omotransfobia che hanno luogo a maggio in occasione del 17 maggio (giornata internazionale contro l'omotransbifobia), per dire basta alla violenza dell'omotransbifobia e a tutte le discriminazioni, figlie di tanti pregiudizi che spesso trovano terreno fertile nella nostra società e, purtroppo, anche nelle nostre chiese.

lunedì 17 maggio 2021


 Vi aspettiamo domani, Martedì 18 maggio alle ore 18,00 presso la Chiesa di San Pietro in Banchi, nel rispetto delle norme di sicurezza


mercoledì 10 febbraio 2021

Storie di Speranza - La testimonianza dei CristianiLGBT apre al cambiamento dei Movimenti Ecclesiali

Quante persone si sono allontanate dal Vangelo perché non sono state accolte per come sono? Per fortuna non è il caso di Luca che è riuscito, grazie anche all'incontro col Progetto Gionata, a trasformare i "no" ricevuti a causa del suo orientamento sessuale in un "sì" che durerà per tutta la vita.

mercoledì 3 febbraio 2021

Storie di Speranza- Quando il Coming Out unisce una famiglia cattolica

Martina. Seconda di tre sorelle, nasce in una famiglia profondamente cattolica ma fin da piccola si rende conto di esser "diversa": a lei piacciono le ragazze. Ma come dirlo ai propri genitori? Dopo aver chiesto consiglio a Dio inizia a scrivere un manoscritto (poi divenuto un libro) in cui racconta ai suoi genitori chi è la vera Martina dando così il là ad un cammino che porterà gli Olmetto ad essere ancora più famiglia.

mercoledì 27 gennaio 2021

Storie di Speranza - Dio? Chiama anche gli omosessuali

Capire di essere amati e chiamati da Dio è una grande gioia ma se si è omosessuali tutto si complica. La vocazione di Paolo è autentica come quella di tanti altri/e ma, in attesa che i tempi siano maturi, scoprirà che non conta cosa si diventa ma quanto si è realizza camminando con Lui.

mercoledì 20 gennaio 2021

Storie di Speranza - Gay Christian Africa: l'amore di Dio non ha confini

In un continente, l’Africa, in cui spesso il cristianesimo è usato come arma per creare discriminazioni e negare l’identità delle persone LGBTQI* ed dove è molto difficile, se non impossibile, parlare anche solo di sessualità un giovane ragazzo del Burundi ha scelto di non tacere la verità: Dio ama tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale.

martedì 12 gennaio 2021

Storie di Speranza - Il Coming Out? Un dono per la Chiesa.

E se la scoperta di essere omosessuali non fosse un peso, uno stigma, un qualcosa di sbagliato ma un dono? Forse è venuto il momento di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di capire cosa possiamo fare noi per la Chiesa iniziando dall’essere noi stessi, ché apportare una differente sfumatura della vita significa regalare ricchezza. Che cos’è la speranza se non la capacità di protenderci verso qualcosa che non possiamo ancora vedere ma che ci aiuta ad andare avanti? Storie di Speranza è proprio questo: il credere, supportati anche da segni concreti, che essere giovani credenti e LGBTQ* non è una contraddizione ma un cammino da compiere assieme.

martedì 27 ottobre 2020

Papa Francesco, i media e le unioni omosessuali. Ne parliamo con Francesco Lepore e con Andrea Rubera

Lunedì 2 Novembre – Ore 20.30 Incontro in rete https://www.facebook.com/events/677853303151868
Da quando il regista Evgeny Afineevsky ha presentato al Festival del Cinema di Roma il suo documentario dedicato a papa Francesco si sente davvero di tutto sul tema dell’accoglienza, nella Chiesa, delle persone LGBT*. C’è chi ha esultato per la “svolta epocale”, c’è chi ha minimizzato dicendo che non si trattava di niente di nuovo, c’è chi ha parlato di una “montatura mediatica”, c’è che ha accusato il regista di aver manipolato le parole del papa, c’è chi, addirittura, ha messo in dubbio il fatto che il papa, quelle parole le abbia davvero dette, c’è chi si straccia le vesti e accusa il papa di aver infettato la chiesa con una “omoeresia”, c’è chi chiede le sue dimissioni e chi invece lo ringrazia. In un contesto in cui la confusione è tanta abbiamo pensato di provare a capire cosa è davvero successo. Per farlo abbiamo invitato Francesco Lepore (redattore capo di Gaynews e profondo conoscitore delle “cose vaticane”) e Andrea Rubera (portavoce di Cammini di Speranza e protagonista di uno degli episodi, riportati nel documentario per mostrare l’atteggiamento inclusivo di papa Francesco nei confronti delle persone LGBT*). L’incontro è organizzato dall’associazione Cammini di Speranza, da La Tenda di Gionata e dal Gruppo del Guado.
Per qualunque informazione potete scrivere a uno dei seguenti indirizzi: info@camminidisperanza.org tendadigionata@gmail.com

lunedì 25 maggio 2020

Essere gay e cristiani non è una croce






Il bel reportage uscito la scorsa settimana sul settimanale ELLE intitolato  " Essere gay e non e una croce " che potete leggere al link 
e di cui vi invitiamo a visionare anche il PDF che è arricchito dalle belle foto del ritiro dei giovani cristiani LGBT del gruppo GUADO di Milano, che potete scaricare dalla rassegna stampa on line su

sabato 23 maggio 2020

Chiesa e omosessualità. L’arcivescovo di Bologna Zuppi: “gli omosessuali? La diversità è ricchezza”



Articolo pubblicato sul giornale Avvenire del 23 Maggio 2020, pag.18

Accoglienza e integrazione nella comunità delle persone omosessuali la sfida per una pastorale inclusiva. Pubblichiamo ampi stralci della prefazione-intervista del cardinale Matteo Maria Zuppi,arcivescovo di Bologna, al libro di Luciano Moia, “Chiesa e omosessualità. Un’inchiesta alla luce del magistero di papa Francesco” (San Paolo), da oggi in libreria.

In Amoris laetitia, papa Francesco ribadisce la necessità di accompagnare le persone omosessuali “a realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”. Un invito un po’ disatteso nella nostra comunità. Come si può cambiare strada?

Papa Francesco in Amoris laetitia, e successivamente il Sinodo dei Giovani nel Documento finale, sintesi molto equilibrata ed esigente, invita i sacerdoti, e tutti quelli che seguono pastoralmente le persone, ad accompagnare tutti quanti a conoscere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita. Se leggiamo tutta l’Esortazione, e in particolare il cap. 8, ci rendiamo conto che questo invito è per tutti, non solo per le persone omosessuali.

Il Papa, e la Chiesa con lui, non è interessato a portare le persone ad osservare delle regole esteriori, per quanto buone in sé e opportune. Il suo interesse è di aiutare le persone a fare la volontà di Dio; cioè entrare in relazione personale con Dio, e da Lui ascoltare la Parola opportuna per la vita di ciascuno. Infatti, ciascuna persona potrà realizzare questa Parola di Dio – unica per tutti – nella pienezza che le è propria; quella pienezza possibile iscritta nella propria natura e soprattutto nella propria storia.

Quella di Dio, infatti, è una Volontà incarnata nella storia della persona, è la Sua volontà che compie la nostra. Non dobbiamo quindi relativizzare la legge, ma renderla relativa alla persona concreta, con le sue specificità. La pienezza della volontà di Dio per una persona non è la stessa per altre. Ciò che è veramente disatteso dalle nostre comunità, in fondo, è l’ascolto profondo della persona nelle sue situazioni di vita; non guardiamo la persona come la guarda Dio, in modo unico, e per questo non siamo capaci di accompagnare le persone a trovare la propria e originale pienezza di relazione con Lui.

Quando nelle nostre comunità cominceremo davvero a guardare le persone come le guarda Dio, allora anche le persone omosessuali – e tutti gli altri – cominceranno a sentirsi, naturalmente, parte della comunità ecclesiale, in cammino.

Più opportuna una “pastorale specifica” con il rischio di ghettizzare ancora di più persone che già sono rimaste a lungo sulla soglia, o un tentativo di piena integrazione nelle proposte ordinarie, con tutti i rischi relativi?

No, non c’è bisogno di una pastorale specifica. C’è bisogno di uno specifico sguardo sulle persone; su ogni persona prima delle categorie. Dobbiamo fare attenzione a non definire le persone a partire da una loro caratteristica – per quanto profondamente legata alla loro identità – ma dobbiamo guardare la persona in quanto tale; e come cristiani la dobbiamo guardare come figlia di Dio, nel pieno diritto, cioè, di ricevere, sentire, e vivere l’amore di Dio come ciascun altro figlio di Dio.

La pastorale deve fare questo e solo questo. Unica, unitaria deve essere la pastorale della comunità cristiana; essa deve aiutare le persone a vivere da figli di Dio in un’unica famiglia dove ciascuno è simile ma diverso; dove la diversità di ognuno è un dono per la ricchezza della comunità, dove si vive la vera vocazione della nostra vita che è essere suoi, santi.

Quali sono i rischi di un’integrazione di tutti – persone omosessuali comprese – nella pastorale ordinaria? Sono forse maggiori dei rischi che una famiglia corre nel cercare di integrare creativamente le particolari diversità (a volte molto “particolari”) di ciascun figlio? La vita della comunità e della famiglia è dinamica, spesso conflittuale; ma come si può esercitare la carità, l’amore di Dio, se non viene messo alla prova anche dalla conflittualità?

Accogliere, discernere, integrare. Dovrebbe valere anche per le coppie omosessuali che cercano sinceramente Dio. Ma c’è chi ha fatto notare che accoglienza e integrazione non sono possibili senza prendere le distanze da quello stile di vita. Cosa dire al riguardo? È possibile allo stesso tempo accogliere e non discriminare, cioè accogliere la persona ma non il suo orientamento?

Attenzione: la dottrina della Chiesa distingue tra orientamento e atti; ciò che non possiamo “accogliere” è il peccato espresso da un atto. L’orientamento sessuale – che nessuno “sceglie” – non è necessariamente un atto. Inoltre, esso non è separabile dall’identità della persona; accogliendo la persona non possiamo prescindere dal suo orientamento. Ma anche nel caso in cui una persona conduca uno stile di vita contrario alla legge di Dio, non dovremmo accoglierla? Cosa vuol dire accogliere? Vuol dire forse giustificare?

Se Gesù avesse avuto questo criterio, prima di entrare nella casa di Zaccheo avrebbe preteso la sua conversione. Prima di accompagnare la Samaritana all’adorazione di Dio in Spirito e Verità le avrebbe chiesto di regolarizzare la sua situazione matrimoniale… Gesù si è comportato così?

LE SFIDE DELLA PASTORALE: Fede e omosessualità, esperti a confronto

Tra l’ottobre 2018 e il settembre 2019 il nostro mensile “Noi famiglia & vita” ha pubblicato una serie di interviste, curate da Luciano Moia, a esperti di pastorale, teologi, psichiatri, psicoterapeuti, studiosi di scienze umane con l’obiettivo di capire come e se la Chiesa italiana avesse recepito la sollecitazione di papa Francesco in Amoris laetitia (250) a proposito dell’accoglienza pastorale delle persone con tendenza omoses- suale.

Ne è uscita una polifonia di pareri su un tema complesso e ancora scarsamente indagato, adesso confluita nel libro “Chiesa e omosessualità. Un’inchiesta alla luce del magistero di papa Francesco” (San Paolo, pagg. 206, euro 18). Dalle parole di Maurizio Faggioni, Stefano Guarinelli, Pier Davide Guenzi, Paolo Rigliano, Victor de Luna, Damiano Migliorini, Giovanni Salonia, Cristina Simonelli, Maurizio Chiodi, Lucia Vantini, Roberta Rosin, Aristide Fumagalli e Gianni Geraci emerge l’esigenza di ripensare i modi e le forme di un’accoglienza che non può ignorare l’identità e i bisogni specifici della persona.

Nelle conclusioni il gesuita padre Pino Piva ritiene «assolutamente necessaria una seria e onesta riflessione sul tema, perché da premesse antropologicamente sbagliate non seguano riflessioni teologiche, ma soprattutto atteggiamenti pa- storali e disciplinari inadeguati».

IL LIBRO: «Contributo al dibattito in corso»

Nell’intervista-prefazione al libro di Luciano Moia, “Chiesa e omosessualità”, l’arcivescovo di Bologna spiega che la pastorale, accogliendo la persona, non può prescindere dal suo orientamento.

«Nella pur ricca bibliografia su Chiesa e omosessualità mancavano contributi direttamente fruibili per l’accompagnamento pastorale. E allora, fedeli allo spirito di servizio che caratterizza il nostro lavoro, abbiamo deciso di raccogliere testimonianze competenti, sensibili, originali. Spunti non esaustivi, naturalmente, ma raccolti con l’obiettivo di offrire un contributo equilibrato e costruttivo al dibattito in corso nella Chiesa». Lo scrive nell’introduzione al libro, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

“Ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione»… si tratta di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita” (Papa Francesco, Amoris laetitia n. 250)